Le patate

Il Basso Vicentino è per convenzione la pianura che attornia i Colli Berici, a sud di Vicenza e della linea di demarcazione rappresentata dalla Padana Superiore, la statale di collegamento con Verona da una parte e Padova dall'altra. Dal punto di vista agrario è un distretto di terre di origine alluvionale, ricco d'acque irrigue e per antica tradizione dedito alle colture orticole, patate e radicchio rosso quasi in simbiosi, nonché al tabacco. Il paesaggio è quello tipico della Bassa, con distese di campi a perdita d'occhio, dalle quali emergono, qua e là, il campanile di un paese e una villa. Una zona dove il confine di Vicenza incontra quelli con Verona e Padova, da cui dipendono rispettivamente Cologna Veneta e Montagnana, con cui Noventa fa ravvicinato triangolo, e dove anche la coltura della patata è vanto sovraprovinciale.

Ai primi del Novecento in queste distese di campi mosse da leggerissime ondulazioni la patata subentrò gradualmente alle coltivazioni presenti: prima a livello di autoconsumo familiare, poi come coltura da mercato e, come si era soliti dire, "di gran reddito". All'inizio gli agricoltori erano dubbiosi sulla possibilità di ottenere buoni raccolti di patata sui terreni argillosi della zona, ma ben presto fu chiaro che le Terre Rosse del Guà erano particolarmente vocate allo scopo garantendo, a prescindere dalla varietà seminata, un prodotto eccellente, reso ancor più attraente dalla particolare colorazione e lucentezza della buccia.

Il riscontro veniva dal mercato che riconosceva alla "Patata Dorata del Guà", come si prese a chiamarla, prezzi superiori di quelli dei tuberi prodotti nelle zone limitrofe o anche nella stessa area, ma su terreni sabbiosi. Proprio in quegli anni aveva inizio, su basi empiriche, la selezione genetica della semente, proseguita poi, come s'è detto, con tecnologie d'avanguardia dall'Istituto "Strampelli" di Lonigo. Il pieno sviluppo della coltura si aveva con la progressiva estensione della rete irrigua, che oggi copre praticamente tutto il territorio. Le sorti odierne della coltura sono rette in massima parte dall'A.p.pa. (Associazione tra Produttori di Patate), che riunisce cooperative e singole aziende e controlla la produzione di circa 600.000 quintali di patate destinate al mercato del fresco. Una realtà associativa di prim'ordine dal punto di vista sia tecnologico sia commerciale. La filiera è gestita in ogni sua fase con il massimo delle attenzioni, dalla produzione di semente certificata indenne da virus, alle operazioni colturali, altamente meccanizzate, fino alla confezione, con immagine e packaging appositamente studiati.

La certificazione, come pure l'adozione del marchio commerciale "dorata", nasce dalla necessità di identificare il prodotto sul mercato, contrastando la tendenza della grande distribuzione a presentarlo in modo indifferenziato o sovrapponendovi un'etichetta propria. Dal punto di vista pratico alla base della certificazione di qualità è l'adozione di un disciplinare di produzione finalizzato alla qualità e al soddisfacimento di ogni uso di cucina. Tra i primi requisiti del prodotto vanno citate le caratteristiche esteriori propriamente dovute alla natura delle Terre Rosse del Guà: forma allungata del tubero; occhi superficialissimi, quasi impercettibili; buccia chiara, liscia, pulitissima, con la caratteristica doratura. Quanto alla rassegna varietale, le prescrizioni tengono conto dei progressi nella selezione: negli anni Novanta primeggiava la Primura (70%), seguita da Monalisa (10%), Liseta (5%) e Alba (1%); oggi la scelta varietale può essere cosi sintetizzata: Agata (60%), Primura (40%), Liseta (4%), Marabel (3%), Vivaldi (2%), Alba (1%).

Per sperimentare la bontà della Patata Dorata non è necessario mettersi in viaggio alla volta delle Terre Rosse del Guà, perché la si trova facilmente in commercio, ma è raccomandabile perché la gita nel Basso Vicentino merita. Chi vuole avere un alibi culturale non ha che da scegliere tra due celebri ville di Andrea Palladio, inserite dall'Unesco nel patrimonio mondiale dell'Umanità: villa Pojana, nel centro omonimo, una delle realizzazioni più singolari dell'architetto, villa Saraceno, ad Agugliaro, notevole anche per un ciclo di affreschi e Villa Pisani a Bagnolo, nelle campagne di Lonigo.

Noventa Vicentina ha doppia valenza, culturale e gastronomica, che si apprezza in ogni momento dell'anno, vista la buona compagine di ristoratori, ma in maniera specifica in occasione della Mostra dei funghi e dei prodotti autunnali, che si tiene nella prima decade di ottobre. E per una par condicio gastronomica, appena oltre il doppio confine, ecco Montagnana, delizioso borgo murato, celebre per il suo prosciutto, e Cologna Veneta, cittadina elegante, con specifica fama per il mandorlato, a chiudere il triangolo delle tre province della Patata Dorata delle Terre Rosse del Guà.

Confraternita del gnoco de patate delle convalli Astico Posina e dell'altopiano di Tonezza

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