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La mucca burlina e il capretto bianco sono alcune delle razze tipiche salvate dall´estinzione «Siamo l´unico caso in Italia»

«Abbiamo scampato per poco il pericolo di dissipare il capitale, goloso per le industrie private, delle oltre 600 varietà di semi di frumento e mais, oggi anche in disuso, del nostro che conserviamo all´istituto Strampelli. È la banca del Germoplasma, un patrimonio genetico conosciuto dai soli tecnici e che sta per essere riconosciuto a livello nazionale. Ma quando la Provincia cederà il suo compito che cosa accadrà di tutto questo? Non solo. Siamo l´unica Provincia che può vantare un patrimonio genetico animale in evoluzione, non in semplice conservazione. Dieci le razze che stiamo recuperando. Tutto questo che fine farà?». La domanda è posta all´assessore all´agricoltura Luigino Vascon a pochi giorni dal termine del suo incarico a palazzo Nievo. E neppure pace perché il lavoro che ha svolto in questi anni, coadiuvato dal dirigente Maurizio Bressan, rischia di venire gettato alle ortiche con la riforma delle Pr! ovincie, ancora non chiara nei suoi contenuti.
Vascon sta per chiudere un mandato che è stato caratterizzato da un biennio intenso di lavoro. Poi il declino per mancanza di fondi.
IL SERVIZIO. Ma il cuore del servizio, l´ordinaria amministrazione, non è mai stato toccato. Le consulenze tecniche e scientifiche al mondo dell´agricoltura non hanno ma rallentato un giorno, anzi. Ecco allora che il servizio fitopatologico, in particolare la difesa integrata delle colture tipiche, ha sempre tenuto il passo. Ciliegio, vite, olivo, cereali sono sempre stati analizzati e sotto osservazione coinvolgendo oltre 100 aziende agricole, cantine sociali e organizzazioni di categorie.
Non solo. Sono state eseguite oltre 1400 ricognizioni in campo. Da non dimenticare la rete metereologica provinciale con un centro per la difesa integrata delle colture.
«La Provincia - spiega l´assessore Vascon - ha anche offerto assistenza tecnica specializzata per la! tutela e la difesa del verde in 65 Comuni convenzionati».

LA BIODIVERSITÀ. Il cuore dell´azione del mandato dell´assessore Vascon è stato la salvaguardia della bio diversità animale e vegetale che è stata resa possibile grazie alle due aziende braccio operativo della Provincia: l´istituto Strampelli di Lonigo e La Decima di Montecchio Precalcino. Quest´ultima ospita il centro di recupero per le razze bovine autoctone (Burlina, Valpadana, Bisa Pojese), ovicaprine (il capretto bianco di Gambellara, la pecora di Foza e la “brogna”), e quelle avicole (La dorata, l´Argentata, e Millefiori di Lonigo, la gallina padana a 5 dita). «Per tutti questi progetti di valorizzazione di ciò che è vicentino e rischiava di scomparire - sottolinea Vascon - la Provincia ha ottenuto un finanziamento dell´UE di 490 mila euro».
LA FLORA. Sempre alla Decima sono presenti il centro di conservazione delle specie arboree della pianura veneta (si coltivano e conservano le piante) e il vitigno s! perimentale (Cattani, groppello, vespaiolo, prosecco lungo e marzemino) In particolare, grazie alla collaborazione con l´istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano si è lavorato per conservare e valorizzare i vitigni tradizionali. «Non dimentichiamo poi le 5900 piante di olivo auctotone distribuite a numerosi coltivatori diretti del vicentino».
LO STRAMPELLI. Grande lavoro e grande soddisfazione per il riconoscimento in corso al ministero sta per conferire alla “banca del germoplasma dei vegetali”. In pratica una maxi cella frigorifera dove sono contenuti i semi della storia dell´agricoltura vicentina e veneta. Ci sono rarità che non sono più coltivate. Senza questa banca che conserva, a precise condizioni di umidità e di temperatura, i semi, sarebbero andate perdute. Da notare che i semi vengono ciclicamente rigenerati dei campi della Decima da cui si ricavano le piante e quindi nuovi semi che vengono riposti nel frigorifero d! ella banca. «Un patrimonio che fa gola alle industrie perché da quest! i semi si parte per la selezioni di nuove varietà», spiega Vascon. Un tesoro che ha permesso, grazie al lavoro dei tecnici dell´Istituto Strampelli diretto da Giancarlo Torresin, la reintroduzione nelle coltivazioni di oggi di alcune importanti specie. La banca del Germoplasma vanta di più di 600 varietà locali di cereali, orticole e frutticole disponibili per la coltivazione e utilizzazione nelle aziende vicentine.
«Grazie al ruolo della Provincia - ricorda Vascon - siamo riusciti a inserire dei giovani nelle malghe tramite stage. Più di qualcuno è stato assunto con il vantaggio non da poco di far proseguire le tradizioni tipiche di un mestiere “in via di estinzione”. Certo, si poteva fare di più e meglio. Ma indubbiamente la Provincia ha tentato di valorizzare il meglio dell´agricoltura berica».

Fonte Il Giornale di Vicenza, 22 maggio 2012

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